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***AVVERTIMENTO PRIMA DI LEGGERE***
Questo post è dedicato ad autori scomodi, forse scomodi tuttora. Rifiuta il pensierounicoeuniformante, che non è malattia solo fascista, di questi tempi né mai. In tutti i tempi le monomanie – e le idee monolitiche – sono sempre servite più di quelle problematiche e complesse. Sollevare problemi non è più di moda, forse perché in odor di illuminismo – oppure di disfattismo, dipende sempre dalla posizione di chi osserva.
Forse più semplicemente sollevare dei dubbi rischia di interrompere il rassicurante chiacchiericcio con cui ci stiamo allegramente avviando al disastro.

Siccome le monomanie e le idee monolitiche non aiutano a comprendere la sollevazione di dubbi, ecco la
Traduzione per chi è di ritorno dall’aperitivo a Primitivo e Alias (Manifesto), con ostriche e/o canestrelli pugliesi: questo non è un post destrorso.
Traduzione  per i camerati di ritorno dall’incontro rigorosamente culturale con gli ex di terza posizione o con musulmani convertiti, birra e salsicce: questo non è un post destrorso.

***POST VERO E PROPRIO***

Ci sono quelli che amano la parte sbagliata del mondo. Ho il sospetto che la posizione scomoda, in certi casi, favorisca lo stile. Due esempi che vengono subito in mente sono Kurt Suckert, meglio noto come Curzio Malaparte, la cui opera è stata recentemente ritrasformata in canto delle sirene per intellettuali italiani dal Calasso/Adelphi; il secondo è Louis-Ferdinand Céline. Uno dei testi ancora più difficili da reperire di questa mosca sempre un po’ bianca d’oltralpe è Bagatelle per un massacro. Che è, in tutto e per tutto, un pamphlet antisemita. Uscito nel 1937, dal 42 non è stato più pubblicato in Francia. Anche la traduzione di Guanda dei primi anni ottanta – bloccata quasi immediatamente da una grande protesta degli intellettuali e poi anche dal giudice – di Giuseppe Pontiggia, è un piccolo capolavoro di prosa. Che io però vi ripropongo in francese:

Le monde est plein de gens qui se disent des raffinés et puis qui ne sont pas, je l’affirme, raffinés pour un sou. Moi, votre serviteur, je crois bien que moi, je suis un raffiné ! Tel quel ! Authentiquement raffiné. Jusqu’à ces derniers temps j’avais peine à l’admettre… Je résistais… Et puis un jour je me rendis… Tant pis !… Je suis tout de même un peu gêné par mon raffinement… Que va-t-on dire ? Prétendre ?… Insinuer ?… Un raffiné valable, raffiné de droit, de coutume, officiel, d’habitude doit écrire au moins comme M. Gide, M. Vanderem, M. Benda, M. Duhamel, Mme Colette, Mme Fémina, Mme Valéry, les “Théâtres Français”… pâmer sur la nuance… Mallarmé, Bergson, Alain… troufignoliser l’adjectif… goncourtiser… merde ! enculagailler la moumouche, frénétiser l’Insignifiance, babiller ténu dans la pompe, plastroniser, cocoriquer dans les micros… Révéler mes “disques favoris” … mes projets de conférences…

Si attendono proposte per eventuali traduzioni. Il testo integrale lo trovate qui. Il testo in italiano, non altrettanto bello quanto la traduzione di Pontiggia, si trova sempre su internet, ma mi rifiuto di darvi il link perché secondo me la traduzione è orribile.

Se avete voglia di vedere come va il dibattito intorno alle Bagatelle e quante pippe giustificative/non giustificative, quanti attacchi e quanta fuffa riescano a sollevare opere simili, basta metterle come parole chiave. Cherchez le mal-famé.